Rootsway – Roots ‘n’ Blues & Food Festival


fondale-Rootsway-FBDa un’idea di un gruppo di amici appassionati di musica e cultura è nata a Parma, nel gennaio 2004, l’Associazione culturale no profit Roots‘n’Blues, nome modificato in un più consono Rootsway nel 2013. L’obiettivo è promuovere e divulgare, con un’attività di volontariato, la cultura di due zone del mondo tanto lontane geograficamente quanto affini, e fortemente connotate dal passaggio di un grande fiume (il Po nella provincia di Parma e il Mississippi nel profondo Sud degli Stati Uniti), testimoni di una ruralità ancora autentica, in grado di ospitare musica e offrire cibo – perciò cultura – con una spontaneità e una generosità sostanzialmente non dissimili e che caratterizza la storia di queste popolazioni.

Musica, cibo e promozione del territorio – in un perfetto mix tra due realtà che hanno alla base della loro fama mondiale proprio questi aspetti storico culturali – sono quello che ci hanno spinto, con l’importante contributo della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Parma, dei Comuni limitrofi le aree rivierasche e delle tante pro-loco presenti sul territorio, a far sì che un’apparente utopia potesse prendere corpo e diventare il ROOTSWAY – Roots ‘n’ Blues & Food Festival – A Tavola col Blues, l’evento itinerante che ha rilanciato in tutta Italia un nuovo modo di vivere la musica in sintonia col cibo, una perfetta forma di socializzazione particolarmente gradita dal pubblico giunto, nelle caratteristiche aie contadine che caratterizzano il territorio della Bassa Parmense, soprattutto da fuori provincia e regione. Questa peculiarità ha fatto sì che la manifestazione si sia meritata elogi a livello nazionale e sovranazionale. “Il Festival più importante a livello nazionale” (Marino Grandi, Il Blues Magazine), “uno degli eventi clou a livello mondiale” (Chip Eagle, Blues Revue, USA) e, soprattutto, ha permesso all’Associazione di venire premiata, nel febbraio 2009, con l’ambito Keepin’ The Blues Alive Award (gli Oscar del Blues) dalla The Blues Foundation nell’annuale manifestazione che si tiene da oltre 30 anni a Memphis (Tennessee).

Collateralmente al Festival sono state realizzate diverse attività culturali tra le quali emerge l’ideazione e l’organizzazione a Salsomaggiore Terme (PR) della prima Europen Blues Conference che ha dato vita alla fortunata esperienza dell’European Blues Union, progetto che sta ottenendo un grande successo in tutta Europa.

Il Rootsway Festival si è conquistato la fama grazie alla costante presenza di importanti esperti e opinion leader del settore musicale, anch’essi fortemente affascinati dal territorio, dalla sua storia e dalle peculiarità enogastronomiche. La parte dedicata al “food” ha avuto un forte impulso grazie, anche, all’intervento diretto della Strada del Culatello, nella persona di Massimo Spigaroli, che ha saputo consigliare e valorizzare prodotti locali e statunitensi in una contaminazione con la musica presentata durante le serate.

Dal suo canto la musica tradizionale americana (blues, old-time, bluegrass, country, zydeco, cajun) si sposa alla perfezione col territorio e, anzi, ne aumenta la spettacolarità poiché entra in un rapporto con lo stesso ricreando quelle atmosfere rurali tanto cara a Giuseppe Verdi, Giovannino Guareschi, William Faulkner, Erskine Caldwell, Muddy Waters, Fred McDowell e che ci ha regalato prodotti provenienti dalla lavorazione della terra e della cultura contadina come il Parmigiano-Reggiano, il Culatello e la pasta (solo per citare i più conosciuti), oppure la musica più colta o quella più popolare che ha dato vita, nel secolo scorso, alla musica moderna per eccellenza: il Rock.

La musica è un perfetto mix di arte e cultura e, per questo, deve essere suonata, cantata, ascoltata, ballata e portata, anche, nei luoghi del sapere.

Oltre 200 artisti – provenienti dagli USA, Canada, Francia, Inghilterra, Svizzera, Svezia, Lettonia, Slovacchia e, ovviamente Italia – si sono esibiti sul palco del ROOTSWAY – Roots’n’Blues & Food Festival. Nomi di spicco del panorama mondiale ma, anche, nomi nuovi lanciati dopo una meticolosa ricerca attraverso il passaparola ed un uso massiccio di internet.

Molti di questi artisti sono arrivati – alcuni per la prima volta in assoluto in Italia – dal Delta del Mississippi, zona del Profondo Sud degli USA con la quale abbiamo instaurato i migliori rapporti collaborativi, musicalmente, culturalmente e di amicizia.

KM Williams, Terry “Harmonica” Bean, Louis “Gearshifter” Youngblood, Corey Harris, Robert Belfour, Aubrey Ghent, Lightnin’ Malcolm, Kenny Brown Band, Paul Oscher, Lerster Quitzau & Bill Bourn, Super Chikan, Richard Johnston, Big George Brock, T Model Ford, Bill Abel, Cadillac John, Watermelon Slim & The Workers, David Lee Durham, Rev. Peyton & Big Damn Band, William Lee Ellis, Richard Ray Farrell, Grayson Capps, Moreland & Arbukle, Affrissippi, LC Ulmer, Willie King & the Liberators, Nathan James & Ben Hernandez, Cedric Burnside & Lightin’ Malcolm, The Subdudes, Bob Margolin, Spencer Bohren, Adolphus Bell, Olga Munding, Delta Moon, David Evans, Omar & the Howlers, North Mississippi All Stars, Lionel Young, Eric Deaton, Jimbo Mathus, Robert Bilbo Walker, Delta Highway, Hazmat Modine, Little John McLerran, Tarbox Ramblers, Joe Pitts Band, The Groanbox Boys, Lynwood Slim, Jake Walker Band, Elmo Williams & Hezekiah Early, Joe Troop, Aaron Jonah Lewis & Thomas Bailey, Luke Winslow King & Roberto Luti, Debbi Walton & Chemako, Jimmy “Duck” Holmes.

Manifesti 2016

Rootsway-manifesti-2016

INFORMAZIONI

web: http://rootsandblues.org  |  http://rootsway.com

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